In Italia il pecorino ha raggiunto una produzione di tale qualità da occupare una posizione strategica nel settore lattiero caseario dando origine a un comparto produttivo valido e da valorizzare, con tecniche di lavorazione simili ma con differenti sfumature che portano a formaggi diversi e dunque non concorrenziali fra loro. La Comunità Europea ha riconosciuto ben otto denominazioni d’origine protetta (DOP) registrati sotto il nome “pecorino” : si tratta del Pecorino Romano, Pecorino Toscano, Pecorino Sardo , Pecorino di Filiano, Pecorino Crotonese, Pecorino di Picinisco, del Pecorino Siciliano e del Pecorino delle Balze Volterrane . Diversi altri formaggi pecorini italiani inoltre rientrano nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali (PAT) stilato dal ministero delle politiche agricole e forestali
In Italia i formaggi pecorini sono prodotti in diverse regioni, soprattutto quelle centrali, meridionali e nelle isole. Due denominazioni sono prodotte in più regioni e sono: il Pecorino Romano, prodotto in Sardegna (97%), Toscana (2%) e Lazio (1%); e il Pecorino Toscano che è prodotto sia in Toscana che in Lazio. Gli altri pecorini sono prodotti a livello regionale e spesso provinciale, assumendo una forte tipizzazione geografica.
Oggi il Pecorino Romano viene prodotto nel Lazio, in Sardegna e nella provincia di Grosseto, territori nei quali esistono le condizioni ideali per la sua produzione: razze ovine autoctone, pascoli incontaminati e ricchi di erbe aromatiche che regalano al formaggio l’intensità del gusto che lo caratterizza.
E’ un formaggio nutriente, genuino, ricco di proteine e di facile digeribilità.